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La scrittura

geroglifici egiziil sistema di scrittura sacra degli Egizi era costituito da circa 3000 pittogrammi. I testi geroglifici sono scritti indifferentemente in orizzontale o in verticale, da sinistra a destra o viceversa: la direzione di lettura è indicata dalla posizione delle figure rivolte verso l'inizio del testo.

Questo sistema di scrittura fu abbandonato intorno al III secolo d. C. dinnanzi alla necessità di una semplificazione con un sistema corsivo ieratico. Per questo motivo il significato dei geroglifici andò perso, e per molti secoli essi rimasero indecifrati: gli autori greci e romani attribuirono loro soltanto un valore di ideogramma.
Il primo passo verso la decifrazione avvenne nel 1799, quando fu ritrovata la celebre stele di Rosetta che riportava la trasposizione dei geroglifici nella scrittura demotica e in greco. Nel 1802 il francese S. de Sacy e lo svedese J. D. Akerblad, confrontando il demotico col greco, interpretarono il nome di Tolomeo. Nel 1822 l'egittologo francese J. F. Champollion finalmente riuscì a decifrare completamente i geroglifici incisi sulla stele di Rosetta. Nella sua Lettera al signor Dacier espose il principio essenziale della scrittura geroglifica, che era essenzialmente fonetica.

 

Scrittura e matematica

geroglifici in un bassorilievoPer gli Egizi la scrittura era considerata uno degli dei.
La matematica era importante
come la scrittura per le sue applicazioni pratiche, era considerata un’abilità donata all’uomo dal dio Thot.

“Sono Thot, il piu’ sapiente degli dei, conosco tutto, ho inventato scrittura e matematica e sono il signore della magia. L’uomo ha imparato da me la sacra arte della scrittura. Il mio simbolo è l’Ibis, un uccello il cui becco sottile curvo."

 

Papiri

papiro con Anubi dio dei mortiLo scriba usava i fogli del papiro che veniva raccolto sulle rive del Nilo, dove era molto abbondante. Il fusto veniva tagliato in strisce corte e sottili. Le strisce erano affiancate e ricoperte con resina. Più strisce venivano sovrapposte e sistemate ad angolo retto. Gli strati venivano pressati e lasciati asciugare.
Per formare un rotolo si univano insieme vari fogli di papiro. Alla fine il papiro era pronto per essere usato dallo scriba.

Gli scriba di solito scrivevano seduti a terra a gambe incrociate. Tenendo il corto gonnellino con le ginocchia creavano un piano su cui appoggiare il papiro.

A cura di Francesca, Giulia, Martina e Ylenia