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Mummia
Il corpo imbalsamato dei defunti, la cui conservazione, secondo le credenze
egizie, permetteva la sopravvivenza del Ba e del Ka, gli elementi spirituali
dell'uomo. Durante l'Antico Regno i corpi venivano disseccati con sali
sodici minerali e fasciati con bende imbevute di resine. Questo processo
di imbalsamazione fu perfezionato durante il Medio Regno, e con
il Nuovo Regno, grazie all'impiego di nuovi composti resinosi e aromatici divenne
un procedimento molto raffinato.
Come si preparava una mummia
Per
preparare una mummia ci vuole molto tempo.I sacerdoti chiamati imbalsamatori,
toglievano dal corpo del defunto tutti gli organi interni, eccetto il
cuore. Gli Egizi
credevano infatti che gli dei pesassero il cuore di una persona.
Canòpo
Il vaso egizio, spesso in bronzo, caratterizzato da un coperchio
a forma di testa umana o animal .Serviva a contenere le
viscere del defunto
estratte prima dell’imbalsamazione.
Aldilà
Ka era per gli Egizi un principio che rappresentava
la forza vitale dell'uomo, che dalla continuazione
della vita oltre la morte, inizialmente concesso soltanto ai faraoni
e poi esteso a tutti gli uomini, ha spinto gli
Egizi ad avere grande cura dei defunti.
La vita
del defunto era legata alla
conservazione del corpo, che veniva imbalsamato
e posto in tombe spesso fastose ed impenetrabili. L'anima
dell'estinto doveva sottoporsi a un esame dinnanzi al tribunale di
Osiride durante il quale doveva scagionarsi
davanti ai giudici per dimostrare la propria rettitudine,
ma poteva avvalersi anche di formule magiche e di rituali che venivano
scritti su papiro
e posti nella tomba.
Nelle tombe venivano
posti anche numerosi oggetti, cibi e vivande che
dovevano servire
alla
vita dell'aldilà. Naturalmente,
il culto dei morti variava a seconda dello stato
sociale e delle condizioni economiche: se i faraoni
e gli alti funzionari venivano sepolti nelle
piramidi o in altri imponenti sepolcri, per la
massa della popolazione il diritto all'immortalità era
più teorico
che pratico.
Sarcofago
Antica
bara costruita solitamente in legno e decorata con pitture o intarsi,
tipica di molte antiche civiltà e in particolare di quella egizia. Il
più antico sarcofago che è stato rinvenuto risale alla
I dinastia (intorno al 3000 a. C.), mentre il più noto è quello
in granito rosso di Tutankhamon (1350 a. C. circa), conservato nel
museo del Cairo.
Il libro dei morti
Fra
tutti gli scritti della vasta letteratura egizia il più importante è forse
il libro dei morti,la guida che accompagna l’uomo nell’aldilà. L’esemplare
più completo di questo scritto si trova
nel Museo Egizio di Torino. In esso si legge che il defunto,
giunto dinanzi agli dei,
fa esame di coscienza e poi si accosta a una bilancia: su di
un piatto, un vaso, vi è il suo cuore; sull’altro
piatto una piuma che rappresenta la giustizia. Gli dei
Anubi e Horus controllano il peso: se il cuore è leggiero
come la piuma, significa che è giusto e allora gli dei
lo restituiscono al defunto che così può vivere
in eterno.

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