Le attività

Allevamento caccia pesca

Talvolta i lavoratori della terra allevavano alcuni animali come maiali, pecore e asini. L'allevamento dei bovini era molto diffuso: ve ne erano molte specie allevate sia per la carne sia per tirare l'aratro; erano noti anche alcuni sistemi di selezione delle razze attraverso la scelta dei tori più adatti.
La caccia e la pesca erano molto praticate, soprattutto nelle campagne, per integrare l'alimentazione. La pesca era abbondantissima nelle acque del Nilo, e il pesce costituiva la base alimentare delle classi più modeste sia in campagna che in città.


L’agricoltura

campo coltivatoL’economia egizia era fondata principalmente sull'agricoltura. Ogni anno, dopo le piene del Nilo che allagavano la vallata e ricoprivano i campi di "terra nera", i contadini cominciavano la loro faticosa opera di canalizzazione per regolare e sfruttare nel miglior modo il deflusso delle acque; in seguito, seminavano le terre ricoperte di limo, il grasso fango argilloso che rendeva fertili i campi. I contadini solitamente non possedevano i prodotti del raccolto, che venivano prelevati dall'amministrazione civile o militare. Erano lavoratori dipendenti pagati in natura che si occupavano delle terre del faraone o delle caste sacerdotali. Nei campi si coltivavano soprattutto cereali, ma anche lino, che sin dalla preistoria era utilizzato come fibra tessile. Vi erano poi distese di palme, fichi, sicomori, da cui veniva ricavato il legname, e di viti impiegate per la produzione del vino.


Il commercio

Il commercioI numerosi reperti archeologici tombali che raffigurano scene quotidiane di compravendita ci mostrano che il commercio, almeno all'interno del paese, era fondato sullo scambio delle merci. L'uso del denaro e delle monete coniate non sembra essere esistito. Per quanto riguarda i generi di prima necessità si scambiavano alimenti come pesci o legumi con oggetti lavorati come vesti, stoffe o arnesi. Si può poi ipotizzare un traffico abbastanza intenso di oggetti di lusso, di monili, di produzioni artigianali esercitato da gente libera e legato alle classi più abbienti, dai ricchi privati, alle caste che gravitavano intorno ai templi, a quelle che gestivano i patrimoni reali. Anche il commercio con l'estero era fondato sullo scambio con prodotti egiziani per lo più di lusso, il che rendeva improduttive le enormi ricchezze di metalli preziosi accumulate nei templi e nei palazzi faraonici. Intenso era lo scambio con il Libano da dove venivano importate materie prime come minerali e in particolare il legname di cui il paese era privo, che serviva soprattutto nei cantieri navali. Nella zona intorno a Menfi, vicino a Bubasti, esisteva un importante porto dove confluivano le genti e le merci dal vicino Oriente.


I nuovi mestieri delle città
Gli artigiani erano lavoratori che si erano specializzati in un mestiere particolare. Erano vasai, argentieri, orafi, intagliatori di pietre e di sigilli, fabbri ,muratori ,carpentieri, fabbricatori di stoffa, conciatori di pelli. Nelle città venivano anche commercianti che procuravano la merce che non si trovava nel territorio. Per esempio, portavano il legno che serviva per costruire barche, strumenti, edifici, portavano anche oro e pietre preziose, porpora per tingere le stoffe. I commercianti organizzavano lunghi viaggi per procurarsi ciò che mancava, comprandolo da altre popolazioni e poi rivendendolo dove ce n’era bisogno.

A cura di Alessandro, Pierluigi e Riccardo