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L'entrata era l'ambiente più caratteristico; aveva forma quadrangolare
e riceveva luce da una apertura in alto.
Le quattro parti del tetto che lo coprivano spiovevano verso l'interno
e venivano dette compluvio: quando pioveva, l'acqua andava a cadere nella
vasca che stava sotto, detta impliuvio.
La luce che entrava
dall'apertura dell'atrio, (era una sola rettangolare, ampia, colorata con
affreschi) illuminava le stanze che si aprivano su di esso.
Le case più sfarzose presentavano un atrio a colonne, il peristilio,
altre, addirittura, oltre all'impluvio, avevano anche i giardini. Le pareti
erano decorate
da pitture. Addobbavano ovunque logge e terrazze.
I mobili che arredavano la domus erano modesti.
Vicino alla domus vi
era l'altare per gli dei della casa, i Lari e anche
uno per gli spiriti degli antenati,
i Penati; qualche statua completava l'arredamento
dell'entrata. Nella stanza dove di solito si mangiava era vicino alla
mensa, qualche volta ricavata da legni pregiati. Intorno alla mensa
erano disposti
i truclini, su cui si consumava il cibo.
I letti erano spesso
ricavati in nicchie nel muro, quelli in legno erano molto alti, da
richiedere
uno sgabello per salire e scendere.
Gli armadi, a muro o di legno, erano rarissimi. Vi era abbondanza
di sedili di ogni genere: panchine, seggiole, poltrone e divani.
D'inverno
venivano
messi vicini dovunque grandi braceri per riscaldare le stanze.
Dal libro" Le
grandi CIVILTA' " di
DAMI EDITORI.

- Atrio con vasca
- Bottega d'artigiana
- Vestibolo
- Tetto a coppi spioventi
- Pareti affrescate
- Finestre piccole
e strette
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